La lettura dei proverbi costituisce il modo più rapido e divertente per farsi un'idea della lingua e della "filosofia" di un popolo. Eccovene alcuni fra i più caratteristici:
(Un abito imbastito è mezzo
cucito)
(Acqua, consigli e sale: a chi
non li domanda non li dare)
(Al villano non toccano guanti,
ma la zappa sulla spalla e l'asino davanti)
(Chi di un asino fa un cavallo,
si prende il primo calcio)
(Chi si corica con i bambini,
la mattina si sveglia...bagnato.)
(La brocca che va all'acqua, o
si rompe, o si incrina.)
(Chi fa legna in un cattivo
posto, la deve portar fuori addosso.)
(Ciascuno è libero di pulirsi
il sedere con un colpo di lupara.)
(Quando la volpe non arriva
all'uva, dice che è acerba.)
(La gallina che cammina, torna
con il gozzo pieno.)
(Disse il verme alla noce:
dammi tempo che ti buco.)
(Dove ci sono campane, ci sono
"peripatetiche".)
(Tre sono i potenti: il papa,
il re e chi non ha niente.)
(Credi poco a quello che vedi e
per nulla a quello che senti.)
(Chi sempre vedi a processioni
e a messa, non è legno per fare crocifissi.)
(La pietra che non fa il
muschio viene trascinata via dal fiume)
(E' inutile che t'imbelletti e
ti fai i ricci: il santo è di marmo e non suda.)
(Il lupo con la coscienza
sporca pensa che gli altri agiscano come lui)
(Il gobbo andava e veniva ma la
sua gobba non la vedeva)
(La donna é come i meloni: in
mezzo a cento ce n'é una buona)
(Conserva la pezza per quando
arriva il buco)
(Allora il contadino è ricco,
quando Gennaio lascia il muschio - quando piove in abbondanza)
(Le ricchezze del contadino
sono come l'acqua nel paniere)
(Donne: capelli lunghi e cervello corto)
(Quando si vende e si compra non c'è amico, nè compare)
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Ultimo aggiornamento: 4/2/2007